LA CARICA DEI SINDACI CON RENZI

Domenica, 24 Giugno 2012

 

bigRepubblica, 24 giugno 2012

CI SONO la tribù piemontese e quella salernitana, il gruppone emiliano e quello abruzzese, fa capolino pure un drappello toscano sfuggito al controllo di Manciulli. Non groupie di Matteo come alle 2 Leopolde però: stavolta il palco è per sindaci (i più vicini geograficamente sono quelli di Vinci, San Godenzo, Porcari, Montecatini, Collesalvetti, Borgo San Lorenzo, Follonica, Chiusi), presidenti di Provincia (tra cui quello di Arezzo), consiglieri comunali e regionali, i due parlamentari Andrea Marcucci e Andrea Sarubbi. Delle kermesse del passato non ci sono né i numeri (mille persone registrate, un po’ meno in sala) né gli schemi: sul palco sfilano 70 amministratori che oggi rappresentano la concretezza dei progetti realizzati nei loro Comuni e non più solo i sogni del Big Bang. Un “esercito del fare” che - nei piani di Renzi - muoverà gli ingranaggi della macchina elettorale delle primarie.
Dà forfait il “leader” dei sindaci italiani, il presidente Anci Graziano Del Rio. L’età media è più vicina ai trenta che ai quaranta, la foto ricordo con Matteo è un trofeo ambitissimo. Primi cittadini in jeans e maglietta che criticano il Pd troppo legato alla Cgil («Non è lesa maestà se la linea non è sempre quella del principale sindacato italiano», urla in apertura il sindaco di Gubbio, Diego Guerrini).
Molti suoi colleghi arrivano dai centri terremotati dell’Emilia, come Barbara Paron (Vigarano Mainardo), altri invocano il «bench marketing» e sostengono che l’Italia deve trasformarsi nella «Disneyland mondiale dell’arte». La platea accenna anche un balletto quando in sala parte il “Tacatà”, tormentone dance dell’estate. Ad ognuno viene chiesto di «raccontare una bella storia», sullo schermo c’è una foto che la rappresenta ma c’è chi mostra scene di vita quotidiana, figli piccoli, torte di compleanno, anche l’intimità familiare serve a creare il gruppo.

Nuove tecnologie nel programma che verrà, auspicano i sindaci renziani. Francesco Bombassaro, amministratore del comune di Sequals in Friuli, il comune di Primo Carnera: «Il Paese deve puntare tutto sulle nuove tecnologie e la banda larga ». Simone Bigatti sindaco della piemontese Borgoratto invece racconta di un’iniziativa sul vivere bene dedicata ai giovani: «Prima di tutto l’educazione alimentare e sportiva». Da Livorno l’assessore Mauro Grassiporta il suo contributo sull’urbanistica: «Passare dal valore dei numeri a quello delle forme. Senza paura di confrontarsi coi privati».Ottavia Soncini, consigliera comunale di Albinea, punta sui diritti: «Chi nasce in Italia deve essere italiano». Andrea Ballarè, primo cittadino di Novara, cita il valore della partecipazione: «La rete ci può salvare». Mentre il sindaco di Sassano Tommaso Pellegrini racconta una buona pratica ambientale: «Nel mio Comune siamo al 91 per cento di raccolta differenziata ». L’assessore di Salerno Alfonso Bonaiuto dà ragione a Renzi: «Il Pd non analizza più la realtà: sembra aver dimenticato che la metà degli elettori non è andato a votare». L’assessore della Provincia di Roma Patrizia Prestipino( giunta Zingaretti) cita l’iniziativa contro le baby prostitute. Mentre il sindaco di Cetraro Giuseppe Aieta esorta Renzi: «Siamo con te. Dormi sonni tranquilli ». Luigi Murattina, assessore di Ferrara dice che bisognerebbe chiedere «scusa» per il debito pubblico al 194% del Pil mentre Michele Tavola, assessore di Lecco, si vanta di aver trasformato un quartiere grazie alla street art dei writer. L’europarlamentare Debora Serracchiani si divide: la mattina a Roma con Bersani, il pomeriggio a Firenze con Renzi dove cita Altiero Spinelli e il Manifesto di Ventotene. Però quando Renzi le chiede di chiudere la convention rifiuta per paura di apparire troppo sbilanciata da una parte: «Per me», spiega, «c’è un solo partito». In platea siedono in forze gli assessori di Palazzo Vecchio, il capogruppo Francesco Bonifazi incollato eroicamente alla sedia fino alla fine, Federico Gelli, Erasmo D’Angelis, Ambrogio Brenna, Guelfo Guelfi, Nicola Danti, l’immancabile ubiquo Stefano Bruzzesi, stretto collaboratore di Manciulli ma anche mago delle arti diplomatiche: in veste di osservatore, eccezionalmente ascolta davvero gli interventi e rinuncia ai giochi di corridoio in cui eccelle. Si aggira tra i renziani ma tenendosi a distanza di sicurezza Andrea Giorgio, segretario dei giovani democratici toscani, esibendo tra le mani un libro di Stefano Fassina: «Le primarie non siano un concorso di bellezza». La bersaniana Cecilia Pezza si affaccia per pochi minuti e poi scappa via: «Vado a prendere un po’ d’aria alla festa del Pd di Sesto», scrive su Facebook.