Rassegna stampa

SACRIFICI OGGI PER EVITARE IL DISASTRO DOMANI

senatoLo Schermo, 5 dicembre 2011

ROMA, 5 dicembre - "La manovra prevede sacrifici pesantissimi ma finalizzati ad evitare il disastro. Le misure adottate dal governo Monti vanno lette nel contesto di un' emergenza che riguarda la moneta unita e la tenuta stessa del Paese. Il rischio che corriamo è dato dal rialzo spropositato dello spread, che in breve periodo, avrebbe messo pesantemente a rischio il risparmio degli italiani e la solvibilità dello Stato".Lo afferma il senatore Andrea Marcucci (Pd) commentando la manovra approvata ieri dal Consiglio dei ministri. "Fino a pochi mesi fa Berlusconi e Tremonti negavano la crisi, così abbiamo persotre anni in cui si potevano affrontare per tempo i grandi problemi dell'Italia. Tocca ora una cura da cavallo che serve però ad evitare la bancarotta - prosegueil parlamentare lucchese -. Nello specifico dei provvedimenti all'esame delle Camere, mi aspetto più coraggio sul fronte della crescita edauspico che si torni all'indicizzazione delle pensioni che superano di poco i 900 euro. Infine una preoccupazione sulle Province-conclude il senatore- soprattutto quando governano territori complessi composti da piccoli Comuni: dovrà essere trovata una soluzione che consenta di non penalizzare i servizi ai cittadini ed il patrimonio di competenze accumulato da questi enti".

DAL SENATO PROSSIMO VIA LIBERA LEGGE PER VIAREGGIO

viaAnsa, 14 dicembre 2011

ROMA, 14 dicembre- "La commissione lavori pubblici di Palazzo Madama approverà in sede deliberante (senza passare dall'aula) la proposta di legge per Viareggio. Confido che ciò possa verificarsi prima di Natale per consentire alla Camera un iter altrettanto veloce. Si tratta di una norma che sana alcuni evidenti ingiustizie nel risarcimento alle vittime della strage e sancisce per la prima volta nella nostra legislatura i diritti delle coppie di fatto".

Lo dichiara al termine dei lavori della commissione il senatore Andrea Marcucci (Pd), che insieme ai colleghi Manuela Granaiola (Pd) e Massimo Baldini (Pdl) ha firmato la proposta chemodifica la cosiddetta legge Viareggio, la 106/2010, sui criteri per il risarcimento dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Viareggio.

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"IL KILLER DI FIRENZE AVEVA LICENZA D'ARMI"

fiRepubblica, 15 dicembre 2011

Aveva una pistola, una Smith e Wesson calibro 57 a tamburo. Non aveva il porto d’armi ma solo un permesso per detenere un’arma in casa a Cireglio. Significa che non poteva, Gianluca Casseri, girare armato. Per detenere un’arma non occorre un certificato medico, ma un permesso della Questura, che è stato rilasciato il 4 febbraio 2010. Il futuro killer è incensurato ma all’epoca aveva già lasciato in rete sufficienti tracce che lo identificano come appartenente a un’area neonazista. Condivide tesi negazioniste rispetto all’Olocausto, appoggia idee xenofobe. (..)
Sul possesso dell’arma è polemica. Achille Totaro, senatore del Pdl, confondendo porto con detenzione, chiede al ministro dell’interno ‘se corrisponde al vero che Casseri detenesse un regolare porto d’armi e in che modo ne sia venuto in possesso e per quali motivi’. Totaro chiede anche di ‘valutare se sia il caso di verificare più accuratamente i requisiti psico fisici e le motivazioni per detenzioni d’arma’.

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"SUBITO LEGGE PER LA CRUSCA"

firenzeLa Nazione, 4 dicembre 2011

''Senza un finanziamento ordinario, l'Accademia della Crusca rischia di chiudere in breve tempo''. E' il grido di allarme lanciato dal senatore democratico Andrea Marcucci nel corso del suo intervento agli stati generali della cultura del Pd che si sono svolti a Roma. ''L'impegno che il precedente governo aveva preso durante l'estate - dice il parlamentare - non e' stato mantenuto. Ora la situazione e' davvero pesante, se entro la fine dell' anno non viene approvata una legge con una dotazione stabile di 700 mila euro, la Crusca chiude. Faremo di tutto affinche' sia chiaro al ministro Ornaghi l'urgenza di un atto troppo a lungo rinviato''.

PD, INIZIA UN'ALTRA FASE

ampiccolaEuropa, 30 novembre 2011

Saremmo stati anche "incoscienti", come molti ci hanno giudicato, ma a distanza di qualche giorno dalla famigerata nota di LiberalPd, la portata della discussione in atto risulta essere più chiara a tutti. Ovvero per quanto mi riguarda, ad essere chiamato in causa non è tanto il ruolo di Stefano Fassina quale responsabile dell'economia e del lavoro, ma l'atteggiamento del Partito democratico nei confronti del governo Monti.
Di questo e non di altro dobbiamo parlare oggi, per non trovarci dal 5 dicembre divisi ed impreparati, con posizioni di fatto inconciliabili sui temi più rilevanti dell'azione riformatrice del governo.
Io credo che sia necessario un sostegno profondo ad un esecutivo che si trova a fronteggiare una situazione drammatica, con la moneta unica a rischio e con lo spettro della recessione mai così vicino. In un contesto di questo genere, persino le sfumature che il Pd assumerà, saranno determinanti anche per il proseguimento della legislatura.
Quindi tutto si può dire meno che la nota di LiberalPd sia la riproposizione di uno scontro interno al partito o peggio lo sgambetto ad un dirigente che può risultare ostico, a causa di ripetute e controverse dichiarazioni.

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