Rassegna stampa

DALLA CRUSCA ALLA PERGOLA: LE RICHIESTE DEL PD AL GOVERNO MONTI

musealiRepubblica, 20 novembre 2011

L'OPERA da tre soldi sarebbe il titolo che più rende l'idea. Perché davvero la cultura in Toscana non ha mai avuto le tasche tanto vuote e l'orizzonte così incerto, come si capisce mettendo insieme le testimonianze sul campo raccolte ieri negli Stati generali della cultura organizzati dal Pd toscano. Naturale che l'affacciarsi del governo Monti riaccenda qualche flebile speranza di riaprire i giochi. «Alla Crusca basterebbe la sicurezza di avere una quota stabile di fondi per lavorare in serenità», confessa Domenico De Martino, collaboratore della presidente dell'Accademia, che tra l'altro ha un contratto da co.pro.co. Il direttore del Festival Pucciniano Franco Moretti non è neppure sicuro di poter allestire il programma del 2012: «Ci hanno tagliato il fondo Fus di 1 milione e 400 mila euro che rappresentava il 40 per cento dei nostri introiti», spiega desolato, «anche se con sole 13 serate abbiamo incassato 1 milione e sei, dimostrando di funzionare bene». Il sindaco di Stazzema Michele Silicani ha scritto al ministro Ornaghi per chiedere di resuscitare i 50mila euro cancellati dal bilancio dei Beni culturali per tenere in vita il museo di Sant'Anna. Marco Giorgetti manager della Pergola (sostenuta da Ente Cassa e Palazzo Vecchio ma non dallo Stato) ricorda che «la cultura non rende e non fa guadagnare ma la politica deve capire che serve a formare i cittadini e va intesa come un servizio pubblico».

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LIBERALPD "FASSINA FACCIA PASSO INDIETRO"

liberalpdCorriere della Sera, 24 novembre 2011

ROMA - Sostegno ufficiale a Stefano Fassina, perché «chiederne le dimissioni è senza senso», ma anche richiesta confidenziale al responsabile economico del Pd di «maggiore equilibrio e sobrietà, per evitare polemiche dannose». Pier Luigi Bersani - dopo settimane di quiete e apparente unanimismo - si trova a gestire la prima grana interna da quando è diventato maggioranza, nell' esecutivo d' emergenza di Mario Monti. A sollevarla è Enzo Bianco che, insieme a tre colleghi della componente liberal del Pd, firma una nota per chiedere a Fassina le dimissioni dal ruolo di responsabile economico, perché troppo critico verso la linea di rigore della Banca d' Italia e della Bce. Una grana che mette allo scoperto le due linee nel Pd in materia di economia e di mercato del lavoro. Bianco scrive che Fassina ha «piena legittimità» nell' esprimere le sue posizioni, che però «appaiono in netta dissonanza rispetto alle linee di responsabilità e di rigore assunte da Bersani». Per questo si chiede «un passo indietro». Nella nota si fa riferimento anche a Pietro Ichino, le cui posizioni liberal «sono state bollate come liberiste» da Fassina. Ichino figurava tra i firmatari della nota, insieme a Ludina Barzini, Andrea Marcucci e Luigi De Sena.

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NUOVO ALLARME PER LA CRUSCA

cruscaLa Nazione, 18 novembre 2011

L'Accademia della Crusca 'sara' costretta a chiudere i battenti se entro brevissimo non verra' sbloccato in favore dell'istituto il fondo di finanziamento ordinario di 700 mila euro inizialmente previsto dal passato Governo, ma poi mai arrivato all'approvazione'. A lanciare l'allarme, dopo aver partecipato oggi ad una riunione sul bilancio preventivo dell'ente per il 2012, e' la presidente dell'Accademia, Nicoletta Maraschio.
'Al momento - ha spiegato - non abbiamo praticamente entrate certe per l'anno prossimo: la Regione Toscana ci ha promesso 200 mila euro, ma non abbiamo ancora ricevuto conferme; e quanto al contributo tabellare, che lo scorso anno era stato di circa 140 mila euro, ad oggi non sappiamo niente. Se non viene posto subito rimedio a questa situazione di incertezza rischiamo non solo di non poter rinnovare i circa 20 collaboratori a progetto i cui contratti scadono a fine anno, ma anche di non riuscire a pagare i 6 dipendenti interni dell'ente, e in definitiva, nemmeno i servizi essenziali come acqua, luce, elettricita' ; rischiamo, in sostanza, di non poter aprire la sede'.

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NEL PD POLEMICA SU ICHINO

senatoQuotidiano La Sicilia, 16 novembre 2011

Roma. Il Pd ha ribadito il suo «pieno e convinto sostegno allo sforzo e tentativo» di Monti a formare un esecutivo a «forte caratura tecnica» e non ha posto alcun limite alla durata del nascente governo. Ma il segretario, Bersani, non ha ceduto sul «no» all'ingresso di politici nell'esecutivo quando il premier incaricato gli ha avanzato di nuovo la richiesta nel corso delle consultazioni ieri mattina a palazzo Giustiniani.
Il Pd ha anche prontamente smentito la notizia, circolata subito dopo l'incontro, secondo cui Largo del Nazareno aveva dato il via libera all'ingresso del ticket Letta-Amato nel nuovo esecutivo. Ma il presidente del partito, Bindi, alla fine ha voluto chiarire: «Il Pd non ha posto veti né pregiudiziali, ma ha indicato la necessità di un governo di discontinuità a prescindere dalla presenza del sottosegretario Letta. Ma ci sono persone che più di altre rappresentano la continuità».
«Da parte del Partito democratico c'è una preferenza per un governo di tecnici. Non abbiamo indicato Amato anche se lo consideriamo un nome autorevole e importante», continua il presidente dei Democratici irritato per le accuse di voler mettere i bastoni tra le ruote al premier incaricato: «Non saremo noi a impedire la formazione del governo Monti», scandisce cercando di mettere fine alla querelle sul governo tecnico o politico, come invocavano alcuni esponenti Pd, tra cui Serracchiani che ragiona: anche un governo tecnico sarà chiamato a fare scelte politiche, quindi «basta con queste ipocrisie».

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Governo Convochi FS

vianewsIl Tirreno 8 novembre 2011

VIAREGGIO. Solidarietà a Riccardo Antonini, il ferroviere-consulente della Cgil nel disastro ferroviario di due anni fa a Viareggio, da istituzioni e mondo politico. La senatrice Manuela Granaiola (Pd) parla apertamente di «modalità che richiamano comportamenti di mafiosa memoria». «Mauro Moretti conferma di essere spietato». Non usa mezzi termini il presidente della Provincia, Stefano Baccelli. Che continua: «Sin dall'inizio di questa vicenda l'ad di Fs, Mauro Moretti, - dichiara il presidente della Provincia, Stefano Baccelli - non ha mai messo in discussione né se stesso, né la parte che rappresenta, Ferrovie dello Stato. Da subito Moretti ha messo in atto una strategia di attacco irrispettosa, innanzitutto, del dolore dei parenti delle vittime. Questo ultimo atto appartiene alla medesima logica aggressiva. Voglio esprimere la mia vicinanza ad Antonini, che non ha mai vacillato nel suo atteggiamento, chiaro e determinato fin dall'inizio».

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