Rassegna stampa

Chi critica Renzi attacca il PD

Europa Quotidiano 27 ottobre 2011

Ormai è chiaro che Matteo Renzi non ha più intenzione di continuare a ballare da solo. Né di essere accompagnato solo dall'inventore dei Gormiti o da Pif. Alla Leopolda ci saranno anche loro, come i "televisivi" Gori e Campo dall'Orto, gli scrittori Baricco e Nesi, il regista Brizzi. Ma attorno al sindaco di Firenze si sta creando una sorta di paracadute interno al Pd, una cerchia di sostenitori (o quanto meno di "interessati") che lo aiuta, consiglia, valorizza, cercando anche di smussarne le note intemperanze. Si tratta di parlamentari, dirigenti, funzionari, che lavorano dietro le quinte della Leopolda e che saranno a Firenze nel fine settimana.
Ieri sono stati dieci tra deputati e senatori dem a venire allo scoperto, dichiarando di «guardare con interesse e simpatia al Big bang» renziano. A stilare il documento è stato Andrea Marcucci, a sottoscriverlo (dopo un non lungo lavoro di raccolta delle firme) Roberto Della Seta, Francesco Ferrante, Pietro Ichino, Luigi Lusi, Luigi Bobba, Roberto Giachetti, Maria Paola Merloni, Ermete Realacci e Giuseppina Servodio.

Leggi tutto...

Renzi ora può contare su Ichino

renziItalia Oggi, 21 ottobre 2011

«Un errore fare cordoni sanitari intorno alla Leopolda»: parola del senatore piddino Pietro Ichino, giuslavorista. Di fronte alla controprogrammazione dei vertici del Pd, con il raduno dei giovani del Sud a Napoli, un pezzo importante del partito starebbe per schierarsi contro la criminalizzazione politica del Rottamatore, Matteo Renzi. Una vera e propria «lettera al partito», promossa dai veltroniani ma che riceverebbe adesioni dall'area di Beppe Fioroni e sostegno dai parlamentari vicini a Enrico Letta, avendo tra i primi firmatari lo stesso Ichino e Andrea Marcucci, deputato lucchese, rampollo della dinastia farmaceutica poi anche televisiva (Videomusic), con un passato di liberale. Renzi, che l'altro ieri, ha incontrato 120 volontari dell'evento in una storica casa del popolo fiorentina dal nome dello storico settimanale del Pci di Luigi Longo, Le vie nuove, non ha commentato.

Leggi tutto...

Polemiche nel PD dopo il voto in Molise

ampiaIl Giornale, 19 ottobre 2011

Il Pd è nel pallone dopo la sconfitta alle Regionali del Molise. La conferma migliore arriva dal commento di uno degli esponenti più in vista delle regioni rosse, il cuore del potere democratico, quel governatore toscano, Enrico Rossi, che gode di grande considerazione presso i vertici nazionali del partito - al contrario del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, temuto e quindi ignorato.
Rossi commenta i risultati su facebook, e se ne rammarica. Quello che commette, però, è un evidente errore di analisi, e qualche collega glielo fa notare subito. «In Molise - scrive Rossi - abbiamo perso per pochi voti». «Era difficile - questo il suo giudizio - ma mi si permetta una battuta: non è che a forza di cercare candidati moderati e andare con ostinazione verso il centro e poi se del caso ancora un po' più in là (lontano dalla storia della sinistra e del popolarismo di origine democristiana) - si chiede - si finisce per favorire la destra?». «Ho il sospetto che oltre al danno dei grillini - aggiunge Rossi - ci sia anche quello di chi non sa mobilitare l'elettorato popolare di centrosinistra».

Leggi tutto...

"VIA DA NONCICLOPEDIA LA PAGINA SULLA STRAGE DI VIAREGGIO"

vianewsRepubblica Firenze, 11 ottobre 2011

"Le pagine che 'Noncliclopedia" dedica alla strage ferroviaria di Viareggio sono davvero incredibili. La spiegazione che il sito tratta qualsiasi argomento in modo ironico non sta in piedi. Difficile strappare anche un solo sorriso con il cattivo gusto. Ai responsabili di 'Nonciclopedia' chiedo l'immediata cancellazione della pagina".
E' la denuncia del senatore del Pd Andrea Marcucci in merito alla voce relativa al disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009 pubblicata sul sito dove tra le altre cose si legge: "32 vittime ed un paio di occhiali. E siamo a 34. Quante altre persone dovranno morire? Boh, nessuno dato che quelli che erano ustionati sono morti tutti".
"Nonciclopedia ha già incassato la denuncia fatta da Vasco Rossi e lo sconcerto per le definizioni date di Anna Frank -prosegue il parlamentare- mi pare chiaro che in questo caso come negli altri casi il confine tra lo scherzo e la volgarità sia stato di gran lunga superato. Ancora più critiche le affermazioni su Viareggio, si tratta di una tragedia recentissima, che ha colpito drammaticamente una comunità. Con il dolore delle persone non si possono imbastire barzellette idiote. Ai responsabili del sito chiedo di intervenire urgentemente, in caso contrario indirizzerò la mia segnalazione alla polizia postale".

Renzi lancia il guanto a Bersani

bersaniRepubblica, 13 ottobre 2011

«BERSANIè il leader del Pd? Lo diranno le primarie». A 48 ore dall' arrivo del segretario nazionale del Pd a Firenze e a due settimane dal «Big Bang» della Leopolda, il sindaco Matteo Renzi accende la sfida su Radio 24 con toni da ring. E minaccia pure la rottura diplomatica: ancora ieri, spinto da "falchi" e "colombe", il sindaco era indeciso se presentarsi o no domani sera davanti a Bersani, al palacongressi. E se da Roma Stefano Fassina, responsabile economia della segreteria Bersani, contrattacca parlando di «Big bluff» e di un Renzi «che riscalda la solita minestra», nel Pd toscano c' è chi bacchetta il sindaco: «Non può dettare l' agenda politica». Un eccellente marketing per la Leopolda II, che aprirà i battenti alle 21 di venerdì 28. Ma quello che viene fuori, mentre il Paese attende il voto di fiducia sul governo Berlusconi, è uno scontro nel nome di Renzi che scuote l' intero partito. «Il Pd deve fare un giochino che si chiama primarie. E sarà pronto alle elezioni nella misura in cui farà queste benedette primarie», dice Renzi sfidando alla conta il segretario Bersani. Aggiunge il sindaco: «Uno della nuova generazione alle primarie ci deve essere per forza, per le cose che diremo alla Leopolda». Renzi stesso? «Lo vedremo. Ho sempre detto che ho un impegno con Firenze da assolvere, ma sarà una scelta condivisa coi ragazzi della Leopolda», dice confermando di essere prontoa lanciarsi. Renzi se la prende pure con D' Alema: «Quando una classe politica finisce il proprio compito è giusto che lasci spazi ad altri».

Leggi tutto...