Rassegna stampa

I POLITICI LUCCHESI SCHIERATI CON RENZI

nazioneLa Nazione 22 giugno 2012

LUCCA. Sei sindaci (Barga, Porcari, Coreglia, Villa Basilica, Fosciandora, Molazzana) un parlamentare (Andrea Marcucci), un consigliere regionale (Marco Remaschi), due presidenti di unioni comunali (Boggi per la Media Valle e Puppa per la Garfagnana), almeno duecento tra assessori, consiglieri comunali e semplici militanti del Pd. È la folta delegazione della provincia che parteciperà a partire da domani a Firenze al meeting organizzato da Matteo Renzi “Big Bang. Italia Obiettivo Comune”. «Una bella occasione di confronto con amministratori provenienti da tutta Italia - spiega il sindaco di Barga Marco Bonini - su questioni particolarmente delicate per i cittadini, a partire dal patto di stabilità, che ci lega le mani». Tra i sindaci della Lucchesia, non poteva mancare Alberto Baccini, che ha voluto Renzi per la chiusura della sua campagna elettorale. Il primo cittadino di Porcari sarà tra coloro che interverranno sul palco della sala rossa del palazzo degli Affari di Firenze. «Tutte le iniziative che rilanciano l'attività del Pd sono benvenute - dice il senatore Andrea Marcucci - è un momento particolarmente difficile per il Paese e i democratici devono riuscire a parlare a tutti gli italiani. Matteo Renzi è una risorsa, non certo un problema».

SCRUTINI DA RIFARE A PONTREMOLI

scuolaIl Tirreno, 21 giugno

«Il buon senso alla fine ha prevalso. La decisione degli ispettori ministeriali e la scelta dell’Ufficio scolastico della Toscana annullano una palese ingiustizia». Lo dice il senatore del Pd Andrea Marcucci, segretario della commissione istruzione a Palazzo Madama, e dello stesso tenore sono molti altri interventi sul caso delle cinque bocciature nella scuola di Pontremoli. «Il conto di anni di sfascio del nostro sistema pubblico - aggiunge Marcucci - non può essere pagato dai più piccoli. La scuola che respinge in prima elementare viene meno al principio inderogabile della formazione». Bene hanno fatto gli ispettori anche per Daniela Lastri, responsabile scuola del Pd della Toscana «Le famiglie coinvolte e la mobilitazione di questi giorni - dice - hanno messo in evidenza la gravità del provvedimento di bocciatura». Per Francesca Puglisi, responsabile scuola Pd, «bene ha fatto l’ufficio scolastico regionale a voler far ripetere gli scrutini». Secondo Stella Targetti, vicepresidente della Regione e assessore all’Istruzione, «la decisione dell’Ufficio scolastico regionale ha il pregio di introdurre un elemento di ragionevolezza in una vicenda che ha prodotto ferite sotto vari aspetti colpendo in particolare gli esseri per definizione più deboli: i bambini». La decisione di ieri «è un primo passo per sanare quella che è apparsa da subito un’ingiustizia», afferma la senatrice dell’Idv Giuliana Carlino. «Come insegnante - aggiunge - ritengo che ai bambini debba essere data almeno un’opportunità, quella ad esempio dei giusti tempi per maturare».

SALVO IL FESTIVAL PUCCINIANO

pucciniIl Tirreno, 21 giugno 2012

VIAREGGIO. Un finanziamento straordinario per salvare l'edizione 2012 , e l'impegno ad approvare entro la fine del mandato una legge parlamentare per stabilizzare, insieme ad altre tre importanti realtà musicali, anche il Festival in riva al lago dedicato a Giacomo Puccini. Sono queste le decisioni comunicate oggi dal ministro Lorenzo Ornaghi nel corso di un incontro sul Festival Puccini. Incontro al quale ha partecipato il “pattuglione” di politici locali: il sindaco Lunardini, il presidente del consiglio comunale Giorgio Fruzza, il presidente del consiglio provinciale, Andrea Palestini, i senatori del Pd, Andrea Marcucci e Manuela Granaiola, i rappresentanti della Regione. E, con loro, il direttore della Fondazione Festival pucciniano, Franco Moretti. Assente, invece, il neo presidente Giuseppe Ferrazza, impegnato all’estero. «Il finanziamento straordinario- spiegano i parlamentari - sarà assegnato la prossima settimana dalla commissione musica del ministero».

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VIAREGGIO, RISARCITI ANCHE I CONVIVENTI DELLE VITTIME

viafrRepubblica, 13 giugno 2012

UNA svolta, appunto. «Questo testo sarà prezioso per combattere contro le discriminazioni causate dallo status di convivente non unito in matrimonio», spiega Zazzeri, «e ci fa compiere un
notevole passo avanti».
La proposta di legge, approvata all’unanimità, partiva già come documento bipartisan. A firmarla erano stati i senatori del Pd Manuela Granaiola e Andrea Marcucci insieme al collega Massimo Baldini del Pdl. «Questo voto è un importante atto di solidarietà per le vittime della strage ferroviaria del 29 giugno del 2009 ma anche un passo in avanti significativo sulla strada del riconoscimento delle coppie di fatto», dicono Granaiola e Marcucci. «Il caso nasce per rendere giustizia ad Alessandra Biancalana, la compagna di Antonio Farnocchia, una delle vittime del disastro, esclusa in un primo tempo dagli aventi diritto alle elargizioni, in quanto il convivente
non aveva ultimato le pratiche di divorzio. Ringraziamo i presidenti Fini e Schifani, ed il sottosegretario ai trasporti Guido Improta, che hanno reso possibile il via libera prima del terzo anniversario della strage. Ci auguriamo infine - concludono i parlamentari - che tale legge rappresenti un precedente importante che allinei l'Italia al resto d'Europa anche in materia di unioni civili».

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BERSANI PER LE PRIMARIE APERTE

bersaniIl Corriere Fiorentino, 9 giugno 2012

Alla fine la proposta di Bersani arriva, ed è così aperta da risultare indefinita. «Primarie aperte» annuncia il segretario alla direzione nazionale del Pd. Sì, aperte, ma che vuol dire? Di partito, di coalizione? Di coalizione, spiegano i bersaniani. Ma i dubbi restano e, fa notare il deputato Salvatore Vassallo, «come si fa decidere quale tipo di primarie senza la legge elettorale?». «Aperte», comunque, significa questo: si candidi chi vuole, dove vuole, quando vuole, dice Bersani in versione spaghetti western. Insomma, fatevi sotto. Ed è esattamente quello che chiede Matteo Renzi da anni, da mesi. Contento lui, alla fine? Sì, ma mica troppo. Bisogna vedere quali saranno le regole d'ingaggio. Spunterà fuori una soglia del 40 per cento scaccia-ballottaggio come a Firenze nel 2009? Diranno che possono votare solo quelli hanno il cognome che inizia per D e finisce per Alema? Tanto per cominciare c'è da modificare lo statuto del Pd con quella che gli uomini di Bersani scherzando definiscono «norma Renzi». In caso di primarie di coalizione sì, ma quale coalizione? il candidato del Pd è uno solo, il segretario. Per lasciare libero sfogo a tutti serve una revisione e una votazione, e sarà l'assemblea del 6 e 7 luglio a esprimersi su questo. È lecito supporre che se dalla direzione di ieri è arrivata un'indicazione precisa nuova legge elettorale, patto dei democratici e dei progressisti per l'Italia, primarie aperte nell'assemblea le cose potrebbero essere diverse, almeno sul terzo punto. Come voterà l'assemblea?, è uno degli interrogativi che circolano al Nazareno.

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